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In questa pagina riprendiamo un'arma giapponese che da sempre affascina un po tutti. Tutti i link della pagina e la descrizione sono presi da Wikipedia, Enciclopedia on-line La katana (刀) è la spada lunga giapponese, anche se molti giapponesi usano questa parola genericamente per intendere una spada, Katana si riferisce ad una specifica spada a lama curva e a taglio singolo usata dai samurai. Veniva usata principalmente per colpire con dei fendenti, nonostante permetta tranquillamente di stoccare, e può essere impugnata ad una o due mani. Quest'ultima diventò la maniera più comune, ma nel Libro dei Cinque Anelli, Musashi Miyamoto raccomanda la tecnica a due spade, e quindi una per mano. Veniva portata con la parte concava della lama verso l'alto, in modo da poterla sguainare più facilmente e velocemente. L'arma era portata di solito dai membri della classe guerriera insieme al wakizashi, o spada corta. Le due spade insieme erano chiamate daisho, e rappresentavano il potere o classe sociale e l'onore dei samurai, i guerrieri che obbedivano al daimyō (feudatario). In particolare la combinazione daishō era costituita fino al XVII secolo da tachi e tantō, in seguito da katana e wakizashi.
Storia La produzione di spade in ferro inizia in Giappone alla fine del IV secolo. Le katana cominciano ad apparire intorno alla metà del periodo Muromachi1392-1573). Nel successivo periodo Momoyama (1573-1614) si realizza un grande sviluppo sia tecnologico che estetico. Con l'epoca Tokugawashaku (60,6 cm) furono riservate ai samurai e vietate a tutti gli altri cittadini. Con la restaurazione Meiji1868-1912) viene vietato ai samurai di portare in pubblico la spada. Con quest'atto (1876) termina la grande fioritura dell'arte della forgiatura delle spade. La produzione riprende in sordina con l'era Taishō ma ormai solo per preservare le tecniche costruttive che per effettiva necessità. Negli anni della seconda guerra mondiale la produzione raggiunge numeri rilevanti ma la qualità è ben lontana da quella degli anni d'oro. Dal dopoguerra la produzione muta orientamento riprendendo la migliore tradizione. In epoca contemporanea, grazie anche all'impulso di un collezionismo attento e appassionato, in Giappone e all'estero, si ritorna a produrre pezzi di grande pregio. Nel contempo i pezzi creati da grandi maestri del passato, ma anche di quelli contemporanei, raggiungono quotazioni elevatissime. Da quando l'arte della pratica nell'uso della spada per i suoi scopi originari è diventata obsoleta, il kenjutsu viene sostituito dal gendai budo, moderni stili di combattimento per altrettanto moderni combattenti. L'arte di estrarre la katana si chiama iaido, battōjutsu o iaijutsu, e il kendo è una scherma praticata con lo shinai, una spada di bambù, in cui i praticanti sono protetti dal tipico elmetto e dall'armatura tradizionale.  Morfologia La montatura della katana era costituita da elsa (tsuka) e fodero (saya) (鞘), realizzati in legno di magnolia. L'elsa era rivestita con una fettuccia di setaelsa, posta tra l'elsa, il manico e la lama per evitare le lesioni alle mani da azioni ostili, era finemente intagliata, spesso un'opera d'arte, e veniva detta tsuba (鍔). Sulla lama potevano essere praticate profonde incisioni longitudinali (horimono), nella zona che corre lungo il dorso (mune). Di dorso possono essere distinti vari tipi: Hikushi 'basso', Takashi 'alto', Mitsu 'a tre lati', Hira o Kaku 'piatto', Maru 'arrotondato'. Ciò, oltre che a fini estetici, era fatto per un motivo pratico: l'alleggerimento della lama nel punto di maggior spessore, il che migliorava il bilanciamento e la mobilità. La stratificazione sul tagliente produceva un motivo ondulato di varie fogge detto hamon. Esistono vari di hamon detti: Sugu-ha, Gonome-ha, Midare-ha, Notare-ha, Toran-ha, Sambon-sugi-ha, Kiku-sui-ha, Hitatsura. La parte di hamon visibile sulla punta (kissaki) era detta bōshi. Anche di bōshi vi erano più tipi:Kaen boshi, Jizo no boshi, Kaeri tsuyoshi boshi, Ichimai boshi, Yaki zumete boshi, Mru boshi, Midare boshi. Quest'ultimo elemento costituiva un segno identificativo, per un occhio esperto, dell'epoca e dell'autore. Il codolo (nakago), cioè la parte terminale, veniva rifinito con colpi di lima disposti in varie forme a seconda delle scuole e delle epoche.
Procedimento costruttivo La katana veniva forgiata per stratificazione di ferro acciaioso con differente percentuale di carbonio, il che conferiva la massima resistenza e flessibilità. Si partiva da un blocchetto di ferro (tamahagane) che veniva riscaldato e lavorato mediante piegatura e martellatura. Le piegature successive producevano un numero di strati molto elevato. Dopo 10 ripiegature gli strati erano più di 1000 e alla fine della lavorazione, dopo 15 ripiegature, si arrivava a oltre 32.000. Ulteriori ripiegature erano considerate inutili in quanto non miglioravano le caratteristiche finali. Successivamente veniva definita la forma generale della lama: la lunghezza, la curvatura, la forma della punta (kissaki). Il filo veniva indurito mediante riscaldamento e successivo raffreddamento in acqua. La lama veniva poi sottoposta ad un lungo procedimento di lucidatura eseguito con pietre abrasive di grana sempre più fine. L'ultima finitura era eseguita con particolari barrette di acciaio. Tutto il procedimento veniva effettuato in modo da esaltare il più possibile le caratteristiche estetiche della lama.  - 1 - Samegawa ( o Same) - Rivestimento di pelle di razza del manico (tsuka)
- 2 - Posizione del menuki (nr. 10)
- 3 - Posizione del fuchi (nr.11)
- 4 - Posizione della tsuba
- 5 - Kurigata - Asola di corno o di metallo (raramente di legno) sul lato esterno (omote; quello posteriore, verso il corpo di chi porta l'arma, si chiama "ura") della guaina, entro cui passa il sageo
- 6 - Saya (lato omote) - Fodero di legno
- 7 - Posizione del kashira (nr. 9)
- 8 - Sageo - Lungo nastro di seta per fissare l’arma alla cintura
- 9 - Kashira - Placca
- 10 - Menuki - Piccoli scudetti di metallo con figure in rilievo fissati sul samegawa sotto la nastratura di nastro di seta (tsukamaki) che fascia l’impugnatura di legno (di solito magnolia)
- 11- Fuchi - Anello di metallo lavorato tra impugnatura e coccia
- 12 -Tsuba - Coccia di metallo (acciaio, shakudo, ecc.) di forma arrotondata
- 13 - Kogatana - Coltellino fissato al lato posteriore (ura) della katana
- 14 -Kogai - Spillone fissato al lato esterno (omote) della katana
- 15 - Nagako jiri - Punta del codolo
- 16 - Hitoye - Dorso del codolo
- 17 - Mekugi-ana - Foro per rivetto di bambù (mekugi)
- 18 - Shinogi-ji - Parte lucida fra dorso e nervatura
- 19 - Mune - Dorso della lama
- 20 - Shinogi - Nervatura
- 21 - Mitsukado - Incontro di shinogi, ko-shinogi e yokote
- 22 - Ko-Shinogi - Parte della nervatura dopo lo yokote
- 23 - Kissaki - Punta
- 24 - Fukura - Tagliente della punta
- 25 - Yokote - Nervatura che separa il piatto dalla punta che si restringe
- 26 - Hamon - Linea di separazione tra metallo temprato e non temprato
- 27 - Jihada - Parte non temprata della lama
- 28 -Yakiba - Parte temprata della lama
- 29 - Jigane - Piatto della lama
- 30 - Habaki - Manicotto metallico di frizione lama-guaina
- 31 - Nakago - Codolo

Altri termini - Horimono - Incisioni sul metallo
- Daisho - Il paio formato da katana e wakizashi oppure tachi e tanto, portato alla cintura
- Kaiken - Piccolo pugnale per donne
- Kaji - Spadaio
- Kariginu - Abito cerimoniale indossato dal fabbro nell’ultima fase della creazione della katana
- Katana-kake - Sostegno a due palchi su cui si espongono la katana e lo wakizashi.
- Katana-jogi - Lucidatore della lama
- Ken - Termine generico per spada e talvolta tipo di spada dritta cinese usata in cerimonie religiose (meglio ken-tsurugi)
- Kozuka - Impugnatura ornata del kogatana
- Nambam - Stile di esecuzione di armature (yoroi), tsuba e altri oggetti d'arte. L'acciaio importato dall’estero è detto nambam-tetsu
- Saya - Fodero di legno
- Sentoku - Lega di rame, zinco e piombo che assume un color cromo
- Seppa - Piccole guarnizioni di rame dorato o argentato sopra e sotto la coccia
- Shakudo - Lega di rame e oro che assume colorazioni nere o blu nerastre
- Shibuichi - Lega di rame e argento che assume colorazioni dal verde al marron
- Tachi - Sciabola ad un taglio più lunga della katana, usata in battaglia fino al periodo Edo e in cerimonie di corte
- Tanto - Pugnale portato infilato nella cintura
- Wakizashi - Corta sciabola portata alla cintura assieme alla katana
- Zogan - Metodi per la colorazione e ornamentazione del metallo
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