Disciplina

Kobudo di Okinawa

Il Kobudo, letteralmente «Antica Via Marziale», è lo studio delle armi tradizionali di Okinawa nato parallelamente al Karate.
Lo stesso Maestro Gichin Funakoshi, padre fondatore del Karate Shotokan moderno, studiava l'arte del Bo e dei Sai.

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Con Karatemantova A.S.D., responsabile nazionale C.S.I. (Centro Sportivo Italiano) del settore Kobudo di Okinawa in Italia, da alcuni anni si può praticare questa esclusiva ed affascinante arte marziale. La scuola è aperta a tutti coloro che vogliono avvicinarsi al Kobudo di Okinawa. Grazie al C.S.I. abbiamo la possibilità di progredire e crescere nello spirito di amicizia e armonia che contraddistinguono il nostro Ente di Promozione Sportiva.

Da Gennaio 2020 Karatemantova A.S.D. è affiliata all'OKDR® (Okinawa Kobudo Doushi Rensei-kai®) diretta dal Maestro Neil Stolsmark (Kudan Hanshi - 9° dan) e ha ottenuto il riconoscimento di Shibu dojo in Italia. Questa associazione nasce per merito del Maestro Gakiya Yoshiaki, allievo diretto del Maestro Shinpo Matayoshi. Egli fu nominato successore del lignaggio della scuola Matayoshi di Kobudo di Okinawa alla morte del Maestro Matayoshi nel Settembre del 1997. A Gennaio del 2002 il Maestro Gakiya Yoshiaki si ritirò dal suo ruolo di Kancho al dojo del Kodokan Matayoshi e fondò l'OKDR®, dedicandosi allo sviluppo della scuola fino al 2011 quando, a causa di un'inaspettata malattia, fu costretto a ritirarsi. Il suo successore, il Presidente dell'associazione Maestro Neil Stolsmark, continua l'opera di diffusione del Kobudo di Okinawa nel mondo.

Le armi maggiormente diffuse che vengono studiate nella pratica del Kobudo di Okinawa e che vantano un più ampio programma di istruzione sono: il Bo (bastone lungo), il Nunchaku (due bastoni corti legati da una corda), i Sai (tridenti in ferro) e i Tunkuwa (manici para avambracci in legno). Ci sono poi una ventina di altre armi del Kobudo di Okinawa il cui programma di istruzione è basato unicamente sugli antichi kata. Per questo motivo lo studio di questi attrezzi viene affrontato solo quando si raggiunge un livello avanzato nella pratica di questa arte marziale.

Karatemantova A.S.D. e il Maestro Simone Reggiani, responsabile tecnico del settore Kobudo di Okinawa, coadiuvato dal suo staff di insegnanti, si propongono di preservare le caratteristiche della scuola di Kobudo di Okinawa del Maestro Shinpo Matayoshi insegnandone le tecniche e i kata nella loro forma originale.

Il corso è aperto ad adulti e ragazzi. Non è necessario praticare karate per iniziare, anche se molti allievi affiancano le due discipline.

Programma

Le principali armi studiate

Arma

Bastone lungo, arma fondamentale del kobudo.

Arma

Sai

Tridente in metallo, usato in coppia.

Arma

Nunchaku

Bastone snodato a due sezioni.

Arma

Tunkuwa

Manico para avambraccio, usato in coppia.

Arma

Kama

Falcetto, usato in coppia.

Arma

Eku

Remo di Okinawa.

Arma

Sansetsukon

Bastone snodato a 3 sezioni.

Arma

Nunti-bo

Lancia.

Arma

Tinbei

Scudo, utilizzato in coppia con una piccola spada.

Arma

Tekko

Tirapugni a staffa, usato in coppia.

Arma

Jo

Bastone corto.

Arma

Kuwa

Zappa.

Approfondimento

Storia delle Arti Marziali di Okinawa

Mappa geografica dell'isola di Okinawa

Le isole Okinawa (Okinawa Shotō) formano il gruppo principale dell'arcipelago giapponese delle Ryūkyū e comprendono l'omonima isola ed altre minori.

Nel XIV secolo, piccoli domini sparsi sull'Isola di Okinawa furono unificati in tre principati: Hokuzan (Montagna settentrionale), Chūzan (Montagna centrale) e Nanzan (Montagna meridionale). Questo periodo fu chiamato dei Tre Regni o periodo Sanzan (Tre Montagne). I tre principati, o federazioni tribali, iniziarono una guerra al fine di ottenere il potere sulle altre due. Tra questi Chūzan ebbe la meglio e i suoi capi furono ufficialmente riconosciuti dalla Cina come re di diritto su quelli di Nanzan e di Hokuzan. La Cina legittimò in tal modo le loro rivendicazioni. L'ultimo re di Chūzan, Shō Hashi, conquistò Hokuzan nel 1416 e Nanzan nel 1429, unificando per la prima volta l'isola di Okinawa nel Regno delle Ryūkyū.

Successivamente, per quasi duecento anni, durante il periodo conosciuto come età d'oro del commercio marittimo, il Regno delle Ryūkyū prosperò. Fu essenziale per le attività marittime la continuazione dei rapporti tributari con la Cina della dinastia Ming, rapporti che ebbero inizio dal principato di Chūzan nel 1372. Alla fine del XVI secolo, tuttavia, la prosperità commerciale e la fortuna economica del regno cominciarono ad arrestarsi e caddero in declino.

Intorno al 1590, il giapponese Toyotomi Hideyoshi, famoso samurai e daimyō del periodo Sengoku fondatore del Clan Toyotomi, pretese che il Regno delle Ryūkyū lo appoggiasse nella sua campagna per la conquista della Corea. Poiché il Regno delle Ryūkyū era uno stato tributario della dinastia Ming, la richiesta fu rifiutata. Lo shogunato Tokugawa (ovvero l'ultimo governo feudale del Giappone) che emerse dopo la caduta di Hideyoshi autorizzò la famiglia Shimazu del dominio di Satsuma ad inviare una forza armata in supporto alla spedizione per conquistare le Ryūkyū. La successiva invasione del Regno delle Ryūkyū ebbe luogo nel 1609. L'occupazione fu abbastanza rapida, incontrando un minimo di resistenza armata.

Due anni dopo il Regno delle Ryūkyū ottenne una certa autonomia, ad eccezione di alcuni territori che rimasero sotto il controllo del dominio di Satsuma. Il Regno delle Ryūkyū si trovò quindi in un periodo di "duplice subordinazione" al Giappone e alla Cina, nel quale le sue relazioni tributarie erano mantenute tanto con lo shogunato Tokugawa che con la corte cinese Ming. Dal momento in cui la Cina proibì il commercio con il Giappone, il dominio di Satsuma, con la benedizione dello shogunato Tokugawa, sfruttò le relazioni commerciali tradizionali del Regno delle Ryūkyū per continuare a mantenere relazioni commerciali con la Cina.

Fino al 1874, la dinastia delle Ryūkyū inviò alcune navi in Cina con delegazioni di nobili. Queste erano cariche di preziosi tributi per l’imperatore cinese. Per proteggere queste delegazioni dai wokou (pirati giapponesi), tra l’equipaggio vi erano addetti militari armati e allenati nelle arti marziali. Si pensa che una delle ragioni per cui le discipline marziali si svilupparono in un’isola piccola come Okinawa fosse stata proprio la necessità di proteggere questi invii di tributi.

Un'ulteriore spinta allo sviluppo delle arti marziali nell'isola venne da una piccola comunità costituita da alcune famiglie cinesi che, su richiesta diretta del re delle Ryūkyū, Sattō, si insediarono nel villaggio di Kume nel 1392. Questi insegnarono il kenpo (arte marziale senz'armi) cinese agli abitanti del villaggio.

A partire poi dal XVII secolo diversi abitanti di Okinawa si recarono in Cina per intrattenere rapporti di tipo commerciale. Alcuni di essi rimasero in Cina diversi anni e poterono studiare il kenpo cinese nelle scuole locali. Quest'arte marziale fu quindi introdotta a Okinawa dai cinesi stessi, a partire dall'era di re Sattō, e dagli okinawensi che ne studiarono l'arte in Cina. Da questo scenario storico nacquero il Karate e il Kobudo di Okinawa.

Il Karate sviluppato e praticato nella regione di Shuri venne chiamato Shuri-te. Quello che si sviluppò nel centro commerciale di Naha fu chiamato Naha-te e infine quello che si sviluppò nella località di Tomari, situata tra Naha e Shuri, fu chiamato Tomari-te. In ciascuna regione esperti in tecniche di autodifesa svilupparono questa tradizione e la trasmisero ai loro discendenti verbalmente e segretamente, in quanto Karate e Kobudo erano proibiti dai nobili giapponesi.

Da quando Okinawa è stata ufficialmente dichiarata prefettura del Giappone nel 1879, nuove leggi hanno favorito la diffusione di queste discipline e il sistema di istruzione dell’era Meiji (1868-1912) ha inserito il Karate e il Kobudo come parte del programma di educazione fisica nelle scuole. Da allora il Karate e il Kobudo sono stati dimostrati pubblicamente e durante l’era Taisho (1912-1926) sono stati introdotti nelle isole maggiori del Giappone.

Sarà proprio proprio durante l'era Showa (1926-1988) che si diffonderanno nel resto del mondo.

Articolo di Simone Reggiani

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